Vittoria e i Vittoriesi.0              

Con “Vittoria e i Vittoriesi.0” (dove lo “0” indicava una prima prova) nel 2014 cominciai a pubblicare online i risultati del lunghissimo esame dei riveli di Vittoria dal 1623 al 1748, studio che avevo iniziato nei primi anni ’90, con un’immane fatica (ho trascritto su pc per anni migliaia di pagine di microfilm pervenutimi dall’Archivio di Stato di Palermo). Ma la fatica valeva la pena: Vittoria mi è cresciuta man mano sotto gli occhi nei suoi quartieri, nelle denominazioni delle sue contrade (in parte scomparse) ivi compresa l’antica viabilità del territorio, nei nomi e nel lavoro dei suoi antichi abitanti. Abitanti che dichiaravano la composizione e l’età dei singoli componenti del nucleo familiare (tranne quella delle donne), i beni immobili (case, terreni) e mobili (animali ed anche crediti da esigere) e tutto ciò che veniva loro chiesto. Per molti di loro, pur essendo abitatori di Vittoria, era indicata la provenienza, cosa che ci dà un’idea di come avvenne il popolamento di Vittoria: non spostamenti di massa e contemporanei ma un continuo stillicidio nel corso di decenni di uomini e donne venuti da decine di paesi e città della Contea di Modica, del Val di Noto, della Sicilia centrale ed occidentale, da Malta (in grandissimo numero), dalla Calabria, dalla Spagna e da altri luoghi. Acclusi ai riveli, centinaia e centinaia di atti notarili relativi a beni in possesso o a compravendite da parte di e tra ecclesiastici (in quanto tali allora esenti dal donativo) e ai beni delle chiese e conventi, dove sono elencati i beni posseduti anche da singoli altari all’interno delle chiese. I riveli, cioè le dichiarazioni dei redditi dell’epoca, servivano a pagare la quota di donativi (cioè le tasse statali) votate dal Parlamento di Palermo, su richiesta della Corona spagnola tramite il viceré. Grazie a questa immensa mole di dati inediti, Vittoria ci compare in tutto il suo spessore ed in tutta la sua ricchezza, con un’economia basata sul vigneto, che come ho già avuto modo di ripetere più volte, nasce e si sviluppa ininterrottamente sin dal 1623. Per la stima dei beni, ad ogni rivelo sono acclusi gli estimi, che ci consentono di conoscere il valore dei beni immobili e mobili (soprattutto animali: equini, ovini e suini) ed i prezzi dei generi di consumo (orzo, frumento, carni, vino etc.), oltre che il costo delle gabelle di mulini e paratori (le gualchiere per lavorare le fibre tessili della valle, lino e canapa). Inoltre abbiamo anche acclusi i bilanci dell’Università (così si chiamava allora il Comune) degli anni 1638, 1714 e 1748, con le entrate e le uscite. Ma dai riveli emergono soprattutto i Vittoriesi: con nome, cognome e a volte la professione (notizie che possono essere integrate con quelle provenienti dai registri parrocchiali custoditi a San Giovanni, riprodotti in copia a cura dell’A.C. ai primi degli anni ’80 e custoditi all’Archivio Storico Comunale). Abbiamo quindi i nomi dei primi secreti e di altri amministratori, dei rivelanti più facoltosi, con i nomi delle famiglie che governeranno la città tra Sette e Ottocento, di religiosi etc. etc.. Come saggio del materiale contenuto in questo primo lavoro intitolato “La città e le campagne dal 1606 al 1682”, pubblico l’indice. Al testo è unita anche un’appendice con alcuni richiami alla situazione generale della Sicilia nel Seicento ed alcuni documenti inediti. Ecco l’indice:

1.Il quadro giuridico dei diritti e dei doveri.

2.Origini dei coloni e nascita del dialetto vittoriese.

3. La composizione sociale nella Vittoria dei primi tempi.

4.Le cariche pubbliche.

4a).Paolo Custureri e la fondazione della chiesa delle Grazie.

4b).Mariano Recca, arbitro.

5.La città dal 1616 al 1623.

6.Secreti e gabelle.

6a).Antonino Indovina (1583-1628).

6b).Antonuzo Galofaro (1621-1622).

7.I rivelanti più facoltosi nel 1623.

8.Nuovi immigrati e la sicurezza pubblica dal 1624 al 1638.

9.La vendita delle case della Corte e il secreto Arcangelo Carfì (1629).

10.I 14 naufraghi “turchi” e i giurati del 1630.

11.Il notaio Francesco Brancato e la sua famiglia. 

12.Gli altri giurati del 1630: Michelangelo di Fede e Vincenzo Recca.

13.Il terzo mulino, la peste e Santa Rosalia.

14.Giovanni Alfonso Enriquez e il convento dei Francescani della Grazia.

14a).La fondazione del Convento di Santa Maria di Jesu. Benefattori e procuratori della Grazia dal 1629 al 1638.

14b).Mariano Calandra.

14c).Giuseppe Brullo.

14d).Giuseppe di Fede.

14e).Giuseppe Arangio.

14f).Blasi Bellassai.

14g).Filippo Calandra.

14h).Giuseppe Calandra.

15.Il rivelo del 1638

15a).La crescita della città.

15b).Il bilancio dell’Università.

15c).L’andamento dei prezzi tra il 1623 e il 1638.

16.I giurati del 1638: il notaio Indovina, Francesco Cannizzo e Francesco Meli, Aloi Ignaccolo.

16a).Giombattista Indovina.

16b).Mario Cannizzo.

16c). Francesco Meli.

16d). Aloi lo Ignaccolo.

16e).Un aromatario a Vittoria.

17.I maggiorenti del 1638.

17a).I bottegai.

17b). La proprietà della terra.

18.La città dal 1639 al 1651.

18a).L’assegnazione del territorio (1639-1642).

18b.).La costituzione della parrocchia nel 1640. Don Vincenzo Sesti, Aloisio Lanuza e la Congregazione del Santissimo Crocifisso.

18c).Un giurato del 1640: Giuseppe di Marco,  un mastro don Gesualdo vittoriese.

18d).Giovanni Alfonso Enriquez a Vittoria (1643) e il cannamellito (1641-1647). Breve storia di un viceré.

18e).”Cadaveri eccellenti” a Vittoria: Antonino Custureri e la sua tragica fine. Vincenza Custureri.

18f.).Altri personaggi.

19.La demografia dal 1639 al 1651. La crisi del 1646-1648.

20.Vittoria dal 1651 al 1682: un trentennio difficile.

20a).La demografia.

20b).Il rivelo del 1651.

20c).Bottegai, infrastrutture, prezzi e tenore di vita nel 1651.

20d). Il possesso della terra e l’ascesa di Filippo di Marco.

20e).Il patrimonio Custureri e la nascita di Maritaggi (1666).

20f).Il quarto mulino (1666)

20g).La riapertura del convento della Grazia (1669).

20h).La rivolta di Messina e la torre di Scoglitti (1676). Verso la fine della Sicilia spagnola.

20i).Altri ”cadaveri eccellenti” e il banditismo a Vittoria dal 1645 al 1677.

20m).Il “miserando” Francesco Marangio.

20n).L’assegnazione dell’area per il nuovo convento di San Francesco di Paola e l’ospizio di

Matteo Terranova (1679). Filippo di Marco e Filippo Custureri, secreti.

21.Il rivelo del 1682. Prezzi, nuove contrade, la proprietà della terra. Riepilogo di un secolo. 

Appendice:

1.La Sicilia dal 1607 al 1616.

2.La Sicilia e la Spagna dal 1616 al 1623.

3.L’origine dei coloni e la nascita del dialetto vittoriese. Vittoria figlia di Chiaramonte?

4.Rapporti sociali: comparatico e confraternite.

5.La peste del 1624-1626.

6.La Sicilia “spremuta” dal 1632 al 1638.

7.La Sicilia tra il 1639 e il 1641.

8.”Anni horribiles” in Sicilia. Le rivolte del 1647-1649.

9.Documenti sullo scandalo del 1650 alla Grazia.

Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.