Di donna Vittoria Colonna, duchessa di Medina de Rioseco e contessa di Modica (Marino 10 dicembre 1558- Madrid 28 dicembre 1633), pensavamo di sapere quasi tutto. Eppure, recentemente, è venuto alla luce un aspetto inedito della sua personalità, che rende ancora più preziosa ed affascinante la sua figura: quello di aver fatto della famiglia Enriquez de Cabrera uno dei maggiori collezionisti d’arte del Seicento spagnolo. Traccia di un primo nucleo della collezione che passerà alla storia come “collezioni degli Almiranti di Castiglia” è nel suo testamento, redatto tra il 21 ed il 24 dicembre 1633. In esso donna Vittoria Colonna infatti dispone che «si diano al monastero del signor S. Francesco della cit­tà di Medina de Rioseco dove voglio essere sepolta[1] i quadri della vi­ta del Glorioso Padre Serafico S. Francesco che si trovano nella mia casa dove vivo[2], che sono quelli di miglior  pittura, perché sempre stia­no nel detto convento e servano come ornamento in esso nella parte dove meglio staranno.

Lascio al convento di Valdescopezo[3] dell’ordine del Signor San Francesco altre storie dipinte del Serafico Padre San Francesco che sono nel mio orto e giardino[4] perché servano di ornamento al detto monastero, e ai religiosi di entrambi i conventi raccomando abbiano cura di pregare Dio Nostro Signore per me».

In più, dal lascito ad un frate, sappiamo che un altro grande quadro di San Francesco era nella sua camera da letto. Nulla purtroppo si dice degli autori e dei soggetti degli altri quadri. E niente ne avremmo saputo a Vittoria se non mi fosse capitato tra le mani per caso un volume dal titolo Collection of Paintings in Madrid (1601-1755) di Marcus B. Burke e Peter Cherry, in due tomi pubblicati nel 1997 da Maria L. Gilbert, con il contributo del Getty Information Institute e della Fondazione dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino. In un lungo elenco annesso ai saggi sul collezionismo dei nobili spagnoli tra gli inizi del XVII secolo e la prima metà del XVIII, ho ritrovato in ordine alfabetico i nomi della duchessa di Alburquerque Anna Enriquez de Cabrera e Colonna (figlia di Vittoria Colonna), dell’Almirante di Castilla Juan Alfonso Enriquez de Cabrera (figlio di Vittoria Colonna), dell’Almirante di Castiglia Juan Gaspar (figlio del precedente e quindi nipote di Vittoria Colonna), della duchessa di Medina de Rioseco Luisa de Sandoval (moglie di Juan Alfonso e quindi nuora di Vittoria Colonna) e infine della stessa «Vittoria Colonna, duchessa-madre di Medina de Risoeco». Non riuscendo a credere ai miei occhi, ho dedicato tempo e fatica a catalogare centinaia e centinaia di quadri, scoprendo così che a cominciare da Vittoria Colonna per finire poi all’ultimo Almirante di Castilla, il pronipote don Juan Tomas (1646-1705), si trattava di figure considerate oggi tra i maggiori collezionisti della Spagna del Siglo de Oro.

I beni lasciati da Vittoria Colonna furono inventariati il 9 e 10 gennaio 1634, con un’appendice il 17 marzo seguente. L’inventario reca 255 voci, alcune delle quali contengono più titoli, per un totale di 611 dipinti di varia grandezza (misurati in varas, una misura di circa 84 cm.) di materiali vari (legno, pietra, metalli preziosi), ornati a volte di stoffe, con o senza cornice. Da una sommaria suddivisione per temi abbiamo la seguente classificazione:

a)dipinti con Santi n. 114 (tra cui S.Francesco n. 38 dipinti, seguito da Sant’Agostino con 25);

b)dipinti con Sante n. 41 (tra cui la Maddalena raffigurata in 7 quadri, 5 Santa Caterina, 4 Sant’Agata);

c)dipinti con altri soggetti religiosi (n. 93);

c)ritratti vari n. 18 (tra essi quelli di familiari Enriquez e Colonna);

d)dipinti di vario genere n. 342 (di cui ben 180 paesaggi);

Esulano dal gruppo tre inusuali dipinti aventi come soggetto la stessa Vittoria Colonna, morente o già morta. Di essi riporto la descrizione completa:

«[28]…Otro lienço de pintura de bara y media de largo que es el transito de la Exc.ma S.ra Duquessa d.a Victoria quando esta en la cama enferma en que ay la ymagen de N.ra S.a y otras…

[29]…Otro lienço de pintura del mismo tamaño sin marco que es el desmayo de la dicha Exc.ma S.a Duquessa de su transito en que estan la figura de Dios padre y la Virgen N.ra S.a y otras

[30]…Otro lienço de pintura del mismo tamaño sin marco que es quando ya a muerto su Ex.a la dicha S.ra Duquessa y el alma entra en juiçio en el tribunal de Dios N.ro S.r.».

Tra i ritratti della famiglia troviamo quelli dei nipoti de la Cueva, figli della primogenita Anna; della nuora Luisa de Sandoval; della figlia Felice; della madre Felice Orsini e del padre Marc’Antonio Colonna (viceré di Sicilia dal 1577 al 1584), raffigurato a mezzo busto, con armatura; del nipote Filippo I Colonna, Connestabile di Napoli (1578-1639, secondogenito del fratello Fabrizio Colonna e di Anna Borromeo, sorella di Carlo Borromeo, futuro santo) e di altri parenti. Assai strana mi sembra l’assenza in questo gruppo di quadri di quello del fratello card. Ascanio Colonna (1560-1608), cui Vittoria Colonna era stata legatissima…

Purtroppo di nessun quadro è individuato l’autore. Tra i ritratti, anche quelli di alcuni religiosi dell’epoca, con cui probabilmente aveva avuto a che fare o con cui era in corrispondenza o dei quali era devota. Innanzi tutto il ritratto del papa Urbano VIII Barberini. Seguono poi ritratti di religiosi citati nel testamento (tra essi la mistica donna Marina de Escobar, dell’insigne teologo Melchor Cano, San Francesco Borgia).

Nella sua casa poi Vittoria Colonna aveva una cappella, ornata con un quadro di N.ra Signora della Concezione, mentre tra le varie rappresentazioni della Vergine non mancavano la Madonna di Trapani, quella di Valencia, di Monserrato, di Guadalupe, di Loreto e del Popolo. Tra i soggetti con Gesù Cristo troviamo naturalmente tutti i momenti della vita (Natività, Adorazione dei Pastori, Adorazione dei Magi, Circoncisione); della predicazione (Battesimo, la disputa con i dottori del Tempio, il miracolo dei pani e dei pesci, Resurrezione di Lazzaro); della via Crucis (15 quadri), e della morte (Ecce Homo, Crocifissione, Deposizione, Sepolcro) e naturalmente quelli della Resurrezione, dell’invio degli Apostoli a predicare e poi dell’Ascensione etc. etc.  Su 611 opere censite, accanto ai vari soggetti evangelici, anche alcuni biblici (tra essi Giuditta con la testa di Oloferne, Mosé che conduce il popolo d’Israele fuori dall’Egitto, Giobbe, re David etc.). Ma, a riprova del gusto dell’epoca, non mancano i soggetti mitologici: tra essi ben dodici quadri con Amazzoni e dodici  teste di Sibille, con un dipinto che l’autore dell’inventario attribuisce ad una Cleopatra[5] ma che Burke e Cherry indicano come rappresentazione di «Cimone allattato in carcere dalla figlia Pero[6]». Infine, circa un terzo dei quadri in possesso di Vittoria Colonna sono paesaggi (ben 180) o raffigurazione dei mesi e delle stagioni. Tale collezione, ereditata dal figlio Juan Alfonso Enriquez de Cabrera (1595/1597-1647), futuro viceré di Sicilia (1641-1644) e di Napoli (1644-1646), fu da lui incrementata fino ad oltre un migliaio di quadri. Nell’inventario sono registrate opere di Michelangelo, Raffaello, Rubens, Guercino, Ribera, Novelli, Tiziano, Tintoretto, Reni, Dürer, Van Dick ed altri maestri del Rinascimento e del Manierismo. La quadreria fu ulteriormente incrementata dal figlio Juan Gaspar (1625-1691), che la arricchì fino a circa 1400 opere e la sistemò nella sua casa-giardino a Madrid, in sale per autori o per soggetto, come in un moderno museo. Ereditata la collezione dall’ultimo Almirante di Castiglia e conte di Modica Juan Tomas Enriquez de Cabrera, i quadri in parte furono donati a chiese e conventi e circa 200, dopo la sua morte in Portogallo[7], furono venduti dai suoi esecutori testamentari all’arciduca Carlo (futuro imperatore d’Austria con il titolo di Carlo VI e padre dell’imperatrice Maria Teresa): per questo oggi alcuni di quei quadri sono custoditi presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Tutto era iniziato grazie al gusto e all’amore per l’arte di donna Vittoria Colonna, fondatrice di Vittoria.


[1] Si tratta della chiesa fatta costruire da Anna Cabrera e Federico Enriquez, ultimata nel 1520 e destinata come nuovo luogo di sepoltura della famiglia Enriquez de Cabrera.

[2] Viveva nella grande casa da lei fatta costruire nella Calle de los Premonstratenses.

[3] Primo sepolcro collettivo degli Enriquez dal 1477.

[4] Una grande area oggi nel centro di Madrid, nei pressi del Museo del Prado, dove il nipote Juan Gaspar edificò una grande casa-museo con giardino..

[5]«[199]Otro lienço de pintura…que parece de Cleopatra y esta dando el pecho a un hombre vie                                                                                                        jo».  

[6] Heinrich Kraus-Eva Utheman, Quel che i quadri raccontano, Longanesi  & C. 1994. A pag. 59 leggiamo: «Cimone e Pero- Caritas romana. Si dice che nel luogo di Roma dove sorgeva il tempio della dea Pietas una ragazza di nome Pero abbia nutrito, allattandolo al proprio seno, il vecchio padre Cimone che stava morendo di fame in carcere…». Fonti Valerio Massimo 5,4 ext. 1; Plinio, Nat. Hist. 7, 121; Igino 254; Gesta Romanorum 215. Gli autori poi riportano l’esistenza dei dipinti con tale soggetto oggi esistenti a Fontainbleau, Stoccolma, Varsavia, Lipsia, San Pietroburgo (una copia da Rubens), Amsterdam (della bottega di Rubens), Vaduz, Roma (Palazzo Barberini). 

[7] Dopo l’avvento al trono di Filippo V, nipote di Luigi XIV, Juan Tomas, rimasto fedele alla casa d’Austria fuggì in Portogallo, per appoggiare la causa dell’arciduca Carlo, ma morì all’improvviso il 19 giugno 1705 ad Estremoz.

Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.

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