Ho condiviso il post sul Trittico di Pietro Novelli (con Santa Caterina d’Alessandria, l’Assunzione e Sant’Agata), custodito nella chiesa dei Cappuccini a Ibla e datato recentemente al 1635 (Di Stefano 2008) e non al 1643, come si pensava. Appena avrò tempo comunicherò anche qualche notizia inedita sui rapporti tra Novelli e il viceré Giovanni Alfonso Enriquez, figlio di Vittoria Colonna.

Brevi spigolature storiche. Nel suo testamento del 31 gennaio 1647, Giovanni Alfonso Enriquez Cabrera, tra le altre disposizioni, ordinò: “Ytem mando que se le ymbiere ala yglesia de Nuestra Señora de la Bolta de Palermo una cruz y candeleros de plata de valor de mill ducados de plata castellanos que tengo ofrecidos a aquella Santa Ymagen mi particular protectora”. Una croce e candelieri d’argento per un valore di 1000 ducati. Naturalmente ho verificato dove fosse la chiesa della Madonna della Volta a Palermo. Pare che all’origine si trattasse di un’immagine posta nel sottopassaggio che univa il rione della Conceria con il Macello, al di sotto del piano stradale della via Maqueda. Quest’ultima immagine era talmente importante che in suo onore, nel 1643 (quando ancora Giovanni Alfonso era viceré), fu costruita una chiesa chiamata appunto della Madonna della Volta, anche conosciuta come chiesa “dei vintitrì scaluna”. Evidentemente il viceré aveva promesso la donazione ed ora, in punto di morte, voleva mantenere l’impegno. Questa chiesa (vedi foto facciata) fu demolita in occasione del risanamento del rione Conceria e del taglio della Via Roma, negli anni ’30 del Novecento. Nel Museo Diocesano di Palermo nella sala XI è invece ancora custodito un quadro proveniente dalla chiesa. Si tratta della “Madonna col Bambino e San Giovannino”, del pittore Andrea del Brescianino, del primo quarto del XVI secolo. Ignoro se Giovanni Alfonso si riferisse a questa immagine come a quella della sua protettrice. Ma è bello ricordare quanto un Conte di Modica fece per l’arte e la devozione a Palermo, mentre sua madre Vittoria Colonna si era adoperata per il completamento della costruzione del Collegio dei Gesuiti a Modica nel 1630…

Pietro Novelli e Giovanni Alfonso Enriquez, Almirante di Castiglia e Conte di Modica

Pochi giorni fa, parlando del Trittico di Ibla, ho accennato ai rapporti tra il pittore Pietro Novelli (1603-1647, nella prima foto) ed il viceré Giovanni Alfonso Enriquez (1597-1647), figlio di Vittoria Colonna (1558-1633), fondatrice della nostra città. Già sapevo che Novelli, su incarico del Senato palermitano, realizzò il magnifico arco di trionfo sotto il quale passò il corteo al momento della presa di possesso del viceregno a Palermo il 16 giugno 1641 (vedi foto). Inoltre si sapeva che nel 1643 il viceré gli aveva dato il compito di verificare lo stato delle fortezze di Milazzo e di altre del Regno. Ma c’era molto altro da scoprire. Infatti, nelle mie ricerche su Vittoria Colonna e la famiglia Enriquez Cabrera (titolare della Contea di Modica dal 1480 al 1703), mai avrei immaginato di trovarmi di fronte ad alcuni dei maggiori collezionisti d’arte della Spagna del Seicento. Grande è stata quindi la mia sorpresa quando ho letto l’inventario dei quadri lasciati da Vittoria Colonna (ben 611!), in gran parte di soggetto religioso, ma per un terzo di paesaggi. Una collezione ereditata dal figlio, che la incrementò e la arricchì enormemente, portandola ai massimi livelli. Nell’inventario seguito alla sua morte, Giovanni Alfonso Enriquez (cui è intitolata la omonima piazza su cui si affacciano il Castello, i Magazzini del Conte e l’odierna sala Mazzone), lasciò beni che furono valutati per 3.696.350 reales: una cifra immensa, equivalente a 335.135 ducati (pari alla metà del debito degli Enriquez nel 1610!). Per avere un minimo di raffronto, occorre dire che negli anni ‘40 del Seicento il salario giornaliero di un muratore si aggirava sui 4 reales…Limitandomi oggi a parlare solo della collezione ospitata nel palazzo fatto costruire da Vittoria Colonna nei pressi dell’attuale Museo del Prado, il numero delle tele inventariate è di 939 (tra cui attribuite 15 a Bassano, 8 a Brueghel, 7 a Caravaggio, 5 a Leonardo, 7 a del Sarto, 10 a Dürer, 2 a Michelangelo, 5 a Novelli, 5 a Raffaello, 5 a Rubens, 9 a Reni, 18 a Ribera, 3 a Tintoretto, 20 a Tiziano, 4 a van Dyck, 1 al Veronese, etc. etc., ). Tra i quadri anche uno di Vittoria Colonna, di cui purtroppo ignoriamo la fine che abbia fatto. Per quanto riguarda i 5 quadri di Pietro Novelli essi sono così inventariati:

«593 ytten [sta per item] vio un lienzo grande de Loth con muchas figuras de mano del Monreales…4400 reales [vedi foto]

631 ytten vio un lienzo grande de Cain y Abel, quando le mato su hermano…es de mano del Monrreales…3.300 reales

[vedi foto]

634 ytten vio un lienzo grande de Hercules que esta hilando de mano del Monrreales…2000 reales

639 ytten vio un lienço grande de un retrato del Rey a cavallo…1650 reales

1607 ytten vio un retrato de medio cuerpo del excelentisimo señor Almirante de Castilla -que aya gloria- de mano del Monrreales con marco dorado…1650 reales» .

Per quel che ho potuto accertare, il quadro di Lot in fuga con la famiglia da Sodoma è oggi all’Escurial, mentre un Caino e Abele è oggi a Roma al Palazzo Barberini ma ignoro se sia una copia o proprio il quadro posseduto da Giovanni Alfonso. Al Museo del Prado è anche La Resurrezione di Lazzaro (vedi foto), opera solo nel 1933 attribuita a Novelli e proveniente dal Convento di San Juan de la Cruz delle Carmelitane Scalze di Segovia. Ignoriamo però se sia lo stesso inventariato al n. 1191 «ytten vio un quadro de la Resurreccion de Lazaro sin marco…1000 reales». Nessuna traccia ad oggi dei quadri con Ercole che fila (come schiavo al servizio della regina di Lidia Onfale), il re Filippo IV a cavallo e di Giovanni Alfonso. Dunque la grande arte internazionale, Pietro Novelli e l’Almirante di Castiglia Conte di Modica…(1-continua).

Come corollario alla nuova storia di Vittoria che spero di completare entro l’anno, mi sto occupando pure dei signori del territorio e quindi dei Conti di Modica (Chiaramonte, Cabrera ed Enriquez de Cabrera), raccogliendo le notizie degli storiografi antichi e moderni, non solo siciliani ma soprattutto spagnoli, assai più informati dei nostri, naturalmente. Solo per caso però ho scoperto che la stessa Vittoria Colonna fondatrice di Vittoria, il figlio Juan Alfonso Enriquez de Cabrera (1597-1647), il nipote Juan Gaspar (1625-1691) ed il pronipote Juan Tomas (1646-1705) furono tra i maggiori collezionisti d’arte del Seicento spagnolo. Qui due curiosità: lo stemma del Conte di Modica Giovanni Alfonso Enriquez (cui a Vittoria è intitolata la piazza del Castello, dei Magazzini e della Sala Mazzone) rappresentato in una magnifica composizione di pietre dure: “Tablero del almirante de Castilla (Museo del Prado, Madrid)

Hacia 1625. Ágata, Calcedonia, Coral, Jaspe de Bohemia, Lapislázuli, Mármol blanco, Paragone, 76,5 x 62 cm.

Grandes cartelas con placas de lapislázuli conforman la composición de la cenefa, que enmarca el escudo central en el que aparecen las armas del noveno almirante de Castilla, Don Juan Alfonso Enríquez de Cabrera (1595) y de la familia romana de los Colonna, dado que su madre era Vittoria Colonna. El escudo está sobremontado por la corona del marqués y orlado de banderines; a la izquierda de éste y como sosteniendo el escudo, un halcón con un ancla. La cenefa es de gran calidad y de manufactura florentina de hacia los años 1625. El centro del tablero con el escudo es de factura menos delicada, probablemente realizado en Nápoles durante su mandato como virrey entre 1644 y 1646. (Texto extractado de González-Palacios, A.: Las colecciones reales españolas de mosaicos y piedras duras, 2001, pp. 97-98 y De Ceballos-Escalera, I.; Braña de Diego, M.: Catálogo del Legado Fernández Durán. Artes Decorativas, 1974, p. 101)”. La seconda curiosità è una dedica fatta allo stesso personaggio da uno dei maggiori letterati spagnoli: Lope de Vega, che lo scelse come patrono e protettore della sua opera El laurel de Apolo, pubblicata a Madrid nel 1630.

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Bella conferenza ieri alla Sala “Giuseppe Mazzone” (“chiddi di prima” le sapevano fare le cose…) del prof. Alfredo Campo sul pittore monrealese Pietro Novelli (1603-1647). All’elenco delle opere illustrate dal conferenziere, ricordo che vanno aggiunti almeno altri sei quadri commissionati a Novelli dal viceré Giovanni Alfonso Enriquez (cui dal 1907 è intitolata l’antica Piazza Castello, oggi appunto Enriquez). Inserite nella collezione degli Enriquez (tra le maggiori del Seicento spagnolo), la “fuga di Lot con la famiglia” è oggi all’Escurial, “La Resurrezione di Lazzaro” è al Museo del Prado a Madrid, mentre “L’uccisione di Abele” forse è quella di Palazzo Barberini a Roma. Ad oggi non c’è traccia di tre dipinti presenti nella collezione di Giovanni Alfonso: un ritratto del re Filippo IV a cavallo, un ritratto dello stesso Giovanni Alfonso e un “Ercole che fila”, opere sempre del Monrealese.

Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.