Le “Effemeridi” di Orazio Busacca.

Tra i Vittoriesi del passato, mi piace scrivere di Orazio Busacca, un massaro vittoriese nato nel 1819 e morto nel 1896. Anche se è quasi sconosciuto, noi Vittoriesi dobbiamo essergli grati per il suo scrupoloso e quasi quotidiano annotare e per i suoi diari da lui stesso intitolati “Effemeridi”, cioè appunto “note quotidiane”. Pochi sanno infatti che quest’uomo, dal 1850 al 1896 (fino a poco prima di morire) annotò quasi giorno per giorno che tempo faceva (sole, pioggia, venti, temperature, gelo, neve); l’andamento dei prezzi dei generi di prima necessità (vino, olio, frumento, orzo, carni, pesci etc. etc.); i salari di braccianti ed operai. Testimone degli eventi che realizzarono l’Unità d’Italia (fu entusiasta ammiratore di Garibaldi), annotò fatti politici e di costume, il terrore scatenato dalle grandi epidemie di colera a Vittoria nel 1837, nel 1854-55, nel 1867, eruzioni dell’Etna e terremoti. Fu amicissimo e sostenitore di Rosario Cancellieri, di cui esaltò l’attività amministrativa come sindaco dal 1879 al 1882 e ne seguì il lavoro parlamentare, l’impegno assiduo per la costruzione della ferrovia Siracusa-Licata, le vittorie e le sconfitte inflittegli dal clan Jacono. Ma Busacca fu soprattutto il cantore dell'”epoca d’oro” della città di Vittoria, regina assoluta del vigneto siciliano dal 1856 al 1886, una città di cui descrisse l’ascesa (Vittoria infatti in quel trentennio attirava lavoratori da ogni parte della Sicilia) e la caduta -dopo il 1887- a causa della fillossera e della peronospora delle viti, con il suo precipitare nell’abisso, con migliaia di fallimenti, oltre duemila case sequestrate ed anche suicidi per debiti. Come sappiamo, la città poi si riprese, grazie al reinnesto dei vigneti con viti americane, la distillazione e soprattutto con la diversificazione delle colture, affiancando ai vigneti gli agrumeti e le prime coltivazioni di pomodoro a campo aperto, che aprirono la strada ad un altrettanto ricco futuro negli anni ’30, con le primizie orticole.

L’opera quotidiana di questo massaro, che scriveva in un italiano stentato, merita di essere conosciuta integralmente. Brani delle sue “Effemeridi” furono utilizzati dall’avv. Gianni Ferraro nella sua “Storia di Vittoria”, mentre i nipoti Mangione-Busacca ne pubblicarono estratti nel 1998 in una pubblicazione stampata dalla Provincia Regionale. Possedendone in copia l’integrale, da essa trarrò man mano notizie e dati. Le Effemeridi di Orazio Busacca sono una immensa miniera di notizie. Non si potrebbe scrivere la storia di Vittoria nella seconda metà dell’Ottocento senza conoscere Busacca (1-continua).

Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.