Turpe est in Patria vivere

                                                                                                           et Patriam non cognoscere

                                                                                             (Plinio il Vecchio, Naturalis historia)

                                                                         Presentazione

Concludo il mio lavoro su amministratori ed attività amministrativa dal 1609 al 1818 con questo volume, relativo agli anni 1813-1818. Per quello che ne ho potuto ricostruire, ovviamente. Senza dubbio non mancano le lacune in mancanza di documenti o mie interpretazioni forse errate, ma se ci sono si tratta di errori involontari, avendo sempre tenuto ferma la documentazione. Ho cominciato questo lavoro ai primi del 2020, quando è esplosa la pandemia e lo concludo quando sembrerebbe che il covid si stia ritirando. In questo saggio sono contenuti 44 articoli che -uniti agli altri già pubblicati- completano una ricerca fatta in totale di 165 articoli. Ho usato facebook in modo diverso: come fosse un giornale on line. I post erano ovviamente lunghi, trattandosi di singoli paragrafi di un’opera che nasceva man mano. Non so quanti li abbiano letti interamente e quanti ne abbiano assimilato il contenuto. Purtroppo spesso noto che molti -pur avendo messo “mi piace” ai miei post non li hanno letti né in tutto né in parte né ne hanno assimilato le nozioni -a volte inedite- che ho trasmesso. Pazienza. Il mio lavoro comunque esiste e può sempre essere usato. Con questo volume (il sesto) ho dunque completato la serie degli amministratori vittoriesi dal 1609 al 1818. In altre opere (vedi soprattutto il saggio sul teatro, quello sulle rivoluzioni del 1820 e del 1848, nelle storie della Società di Mutuo Soccorso “Ferdinando Jacono” e della “Rosario Cancellieri”, nella biografia dello stesso Cancellieri, nella storia della Cgil in provincia di Ragusa dal 1944 al 1962) sono accennate le vicende politiche ed amministrative dal 1820 al 1962. La ricostruzione poi della storia urbanistica recente, ed in particolare dal 1949 al 1985, con un cenno fino al 2017, consente di avere altre notizie più recenti sulla nostra Città. Durante la presentazione dell’opera su Cancellieri, da parte del sindaco on. prof. Francesco Aiello è stata messa in evidenza una cosa che ho molto apprezzato: il fatto cioè che le mie ricostruzioni storiche non siano «un puro passatempo letterario», ma siano «impegno civile». Gli sono molto grato per questa sottolineatura, perché ha colto lo spirito e la tensione ideale con cui da oltre 30 anni cerco di ricostruire la storia di questa Città, rifondandone la storiografia, sulla base di una totale revisione e superamento delle “storie” pubblicate tra Otto e Novecento. Definisco la mia una “storiografia militante” (anche se mai di parte, obiettiva quanto possono consentirlo i documenti), un impegno civile volto a ricostruire la “dignità” storica, economica, sociale e culturale di quella che -pur essendo la nona Città della Sicilia ed una potenza economica- negli ultimi anni, per le vicende politico-amministrative che portarono allo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose: è stata considerata e ridotta a meno che niente… Ecco dunque le ragioni della mia insistenza, della mia quasi quotidiana presenza su facebook con i miei lunghi articoli, una presenza forse ritenuta da alcuni ossessiva. Le mie ricerche sono utili? Non lo so. Manca a volte la loro “assimilazione” e la “messa in circolo”. Forse accadrà fra qualche anno, quando anch’io sarò “memoria” (se la mia “memoria avrà un futuro”). A parte le battute, so solo che con il mio modesto lavoro, Vittoria è una delle poche Città dell’Isola -credo- ad avere una storia amministrativa che copre quasi tutti i suoi 400 anni di vita. Ed ora, spero di poter completare l’altro mio lavoro, quello sul vigneto, che occupa pienamente i primi tre secoli di vita della Città e che dopo un periodo di eclissi negli ultimi decenni sta ritornando importante nell’economia cittadina: un passato glorioso che ritorna a dare lustro a Vittoria, a fianco delle altre produzioni introdotte nel Novecento: prima il pomodoro a campo aperto e poi la serricoltura.  

Indice

1.Introduzione: la Costituzione siciliana del 1812

2.Il corpo elettorale e la riforma dei Consigli Civici

3.L’elezione del nuovo Magistrato Municipale e del primo deputato della Città nella persona del dr. don Giuseppe Antonio Scrofani

4.I Giurati del 1813, “possidenti  probi e facoltosi”, tra progresso e reazione

5.L’elezione dei Deputati Frumentari e il prosciugamento della palude della Bordoneria (oggi quartiere Forcone-Marangio)

6.Il bilancio comunale del 1813-14: gabelle,  “projetti”, spese per il culto, “scasciato” e varie

7.La creazione del carcere nei locali del Castello del Conte (1813)

8.Revisori dei conti, abolizione della gabella sulla carne e nuova meta sul mosto (agosto-dicembre 1813)

9.Cronici ed Anticronici a Vittoria. Intermezzo I. I Ferreri di Comiso a Vittoria

10.Intermezzo II. I Ferreri di Comiso e i loro possedimenti nel territorio di Vittoria nei primi decenni del Settecento

11.Intermezzo III. I Ferreri di Comiso, creatori dello sviluppo economico di Scoglitti

12.Intermezzo IV. I beni dei Ferreri di Comiso nel territorio di Vittoria nel rivelo del 1811-1816. Parte I: dall’Anguilla a San Bartolo

13.Intermezzo V. I Ferreri di Comiso e lo scaro degli Scoglitti

14.Intermezzo VI. Un aspetto inedito dell’attività del marchese Gioacchino Ferreri: la difesa di “monumenti dell’antico lustro della Sicilia”…

15.I primi passi del nuovo Comune nel 1814: i luoghi del potere comunale e la diarchia tra Consiglio e Magistrato Municipale

16.Sulla libertà di molire frumento dove si volesse e prezzi e generi alimentari nella piazza di Vittoria nel 1814

17.Il lungo braccio di ferro con “li Reverendi Padri Cappuccini” per la “terza d’oncia” e la fiera della Madonna Lauretana, oggi di San Martino (parte I)

18.Il lungo braccio di ferro tra il Comune e “li Reverendi Padri Cappuccini” (parte II)

19.Il lungo braccio di ferro con “li Reverendi Padri Cappuccini”. Parte III: la vittoria dei Cappuccini ed il loro Sindaco Apostolico don Emmanuele Puglia, Dottore in Sacra Teologia

20.La questione dello “scasciato”, gabelle e fognature nel quartiere San Giuseppe nel 1814

21.Il prosciugamento della palude della Bordoneria e la nascita del carretto in stile “a Vitturisa”… 

22.L’eliminazione del cordone sanitario per la peste di Malta, le porte e la cinta muraria. La vaccinazione contro il vajolo (1815)

23.La fine della stagione costituzionale, i prezzi dei generi di prima necessità ed il “Fondaco Grande” dei Calì nel 1815 (con qualche notizia sugli antichi fondaci)

24.Nuovo allarme per la peste, l’arrivo di una Compagnia di soldati a cavallo e le consuete mete su carne e cereali. L’arrivo del nuovo Conte di Modica (1816)

25.La venuta dell’ultimo Conte di Modica/1

26.La venuta dell’ultimo Conte di Modica/2. Il vero contenuto della richiesta del Conte secondo lo storico Nicolò Palmeri

27.La venuta dell’ultimo Conte di Modica/3. “L’indirizzo” dei Vittoriesi al re Ferdinando e al Luogotenente Francesco in difesa della Costituzione: «Decidete voi se…comandare a Camerina libera e felice o a Vittoria schiava ed oppressa».

28.La venuta dell’ultimo Conte di Modica/4. Le vicende del Castello Enriquez e la fine della Contea secondo gli storici locali Paternò, La China e Sortino-Trono (e in ultimo Barone)

29.La venuta dell’ultimo Conte di Modica/5. La consistenza della Contea tra il 1808 ed 1816 (con un richiamo al 1549)

30.La venuta dell’ultimo Conte di Modica/6. La Segrezia di Vittoria tra il 1811 ed il 1816

31.La venuta dell’ultimo Conte di Modica/7. La Contea di Modica verso la fine: un patrimonio dissestato da dissennati (1816-1826)

32.La venuta dell’ultimo Conte di Modica/8. Il barone Francesco Ventura di Chiaramonte nuovo procuratore (1826-1834)

33.La venuta dell’ultimo Conte di Modica/9. Le transazioni con i creditori: tra essi la grande soprano Isabella Colbran (moglie di Gioacchino Rossini) e Luciano Bonaparte (1826-1834)

34.L’attività amministrativa a Vittoria dal 1813 al 1818. Elezioni di nuovi Giurati, lavori pubblici e potenziamento del servizio postale (1816)

35.L’attività amministrativa a Vittoria dal 1813 al 1818. Il Congresso di Vienna, la fine dell’indipendenza della Sicilia e l’attività del Consiglio nel periodo febbraio 1817-giugno 1818

36,Vittoria nel 1818/1. La nuova organizzazione comunale: il Sindaco, gli Eletti, il Decurionato, l’eliminazione del diritto di voto e l’ampliamento del diritto elettorale passivo

37.Vittoria nel 1818/2. La “nuova” classe dirigente

38.Vittoria nel 1818/3. La nascita del Comune moderno

39.Vittoria nel 1818/4. La struttura degli antichi Uffici comunali ed i servizi erogati

40.Vittoria nel 1818/5. I prezzi degli «articoli di grascia» sul mercato nel secondo semestre del 1818

41.Vittoria nel 1818/6. Il “Peculio Frumentario” e una lezione di “liberalismo” economico sulla panificazione all’Intendente borbonico

42.Vittoria nel 1818/7. La riorganizzazione finanziaria del Comune: gabelle, rendiconti e variazioni di bilancio

43.Vittoria nel 1818/8. Il mantenimento delle guardie sul litorale, il livellamento delle strade e le felicitazioni al marchese Gioacchino Ferreri «Luogotenente in questa parte de’ Reali Dominj»

44.Vittoria nel 1818/9. La meta sul mosto, la mozione del decurione don Giuseppe Maggiore sul “giusto” salario per i braccianti agricoli e l’introduzione della caparra

Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.

One Comment

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