Sulla data di fondazione della città di Vittoria (Rg), esistono una tradizione ed una verità storica. La  tradizione (errata) si è affermata tra il 1877 ed il 1907; la verità storica è tata riportata alla luce nel 1990. Ma ovviamente la tradizione ha salde radici e dimostra tutta la sua vitalità: d’altra parte è facile ricordare una sola data d’inizio, anziché un processo durato anni. Premesso questo, è dovere degli studiosi e dei ricercatori conoscere e divulgare la verità storica, basata su documenti inoppugnabili. Non mi faccio illusioni sulla modifica della tradizione (che io stesso del resto ho rafforzato negli anni), ma è innegabile che la serietà e la verità vogliano e pretendano che si sappia come davvero andarono le cose all’alba del Seicento a Grotte Alte…

Pubblico pertanto un mio recente intervento articolato in brevi paragrafi paragrafi che chiariscono -credo- la vicenda, con in Appendice i due post da me scritti nel 2019 e nel 2018…

Ecco l’indice:

1.«…Si spararo li maschi nella Vittoria, quando si dette principio alla fabrica d’essa…»
2.Qual è allora la vera data di nascita di Vittoria?
3.Il paesaggio agrario prima della nascita di Vittoria
4.Le contrade del futuro territorio di Vittoria nella seconda metà del Cinquecento
5.La viabilità del Boscopiano nella seconda metà del Cinquecento: un tentativo di ricostruzione
6.Ma chi fondò Vittoria? I funzionari della Contea o Vittoria Colonna? E chi era costei?
Appendice

7.Spigolature sulla data di fondazione di Vittoria (24 aprile 2018)

8.Nel 412° anniversario della fondazione di Vittoria (24 aprile 2019)

1.«…Si spararo li maschi nella Vittoria, quando si dette principio alla fabrica d’essa…».
Dal certosino lavoro del prof. Giuseppe Raniolo su “La nuova Terra di Vittoria dagli albori al Settecento” (Edizioni Comune di Vittoria 1990), ci viene un documento dell’Archivio di Stato di Ragusa sez. di Modica, estratto da un volume di conti degli anni 1604-1612 e relativo ad una spesa (registrata nell’aprile 1607) di onze 1.18 per l’acquisto e la “portatura” sul posto di 7 rotoli (circa 5 kg) di polvere da sparo per festeggiare -dice Raniolo- la probabile simbolica posa della “prima pietra” delle nuove “fabbriche” a Vittoria, alla presenza -anch’essa probabile- del governatore della Contea don Paolo La Restia e gli altri funzionari comitali. Precisa lo storico che lo sparo di mortaretti per l’inaugurazione della nuova Terra, dovette avvenire ai primi di marzo del 1607. Ed in effetti, dalle date dei primi due appalti di edifici e dai ferrei obblighi contenuti nel capitolato d’appalto possiamo dedurne che tale “maschittarìa” si udì sul pianoro di Grotte Alte o il lunedì 5 o il lunedì 12 marzo 1607.
Infatti, da quello che risulta dai documenti citati da Raniolo, i mastri Vito Dierna e Vincenzo Nobile il 4 marzo 1607 ebbero l’appalto per la costruzione del Castello (nella foto, una mia inquadratura del cortile dal ciglio della valle, con ancora visibili le grotte sottostanti), con obbligo di cominciare l’indomani lunedì 5 marzo, mentre i mastri Juliano Dierna e Blandano Caccamo ebbero in appalto il 7 marzo la costruzione della chiesa, dei magazzini e dei due mulini, con l’obbligo di cominciare il lunedì successivo 12 marzo 1607 (come ci conferma il calendario, che per quell’anno dà la Pasqua il 15 aprile). A questo punto, qualcuno si sarà già chiesto: ma allora la data del 24 Aprile? Ancora una volta rispondo che è una data inventata, come spesso si fa quando si inventa una tradizione…
Come il lettore può constatare, neanche quest’anno ho resistito all’occasione di ricordare il tradizionale giorno in cui si celebra la fondazione di Vittoria. E quest’anno lo faccio con l’augurio e la speranza che ben presto Vittoria (come tutta l’Italia) risorga, ma per la particolare situazione di Vittoria non posso tacere il timore che non si voti neanche in autunno, a causa della pandemia. Detto questo, quando un sindaco eletto ritornerà a Palazzo Jacono, mi auguro che si sparino i fuochi d’artificio per la “rinascita”, come avvenne in quel marzo del 1607 per la “nascita”.
Ma se di marzo parliamo, sarà sorta spontanea la domanda: come fu allora che fu inventato il 24 Aprile?

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Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.