Premessa

Per la storia del vigneto vittoriese nella seconda metà dell’Ottocento abbiamo due fonti: la prima, pubblicata -ma poco nota- è l’opuscolo scritto nel 1875 da Salvatore Contarella, intitolato “Il presente e l’avvenire dei vini Scoglitti”; a questa, dai primi anni ’80 del Novecento si è aggiunta l’opera manoscritta e quasi del tutto inedita di Orazio Busacca, che nelle sue “Effemeridi dal 1850 al 1896”, oltre alla cronaca contemporanea fa una vera e propria storia dell’ascesa e poi del tramonto del vigneto vittoriese. Il diario, di cui c’è notizia in La China, fu parzialmente pubblicato dall’avv. Gianni Ferraro in alcuni numeri di “Comune Notizie” (organo d’informazione del Comune di Vittoria pubblicato dal 1978 in poi, con alcune interruzioni) ed in gran parte -suddiviso per argomenti- fu stampato dalla Provincia Regionale di Ragusa nel 1998 a cura dei nipoti Tina Busacca e Paolo Mangione. Fortunatamente però nel passato mi era stata donata una copia dattiloscritta del testo, da cui ho estratto i dati relativi al vigneto.

Abbiamo già detto che Orazio Busacca nelle prime pagine del testo parla della sua famiglia e soprattutto del padre, un intraprendente quanto sfortunato agricoltore ed agrimensore; dal 1850 in poi si applicò a redigere una vera e propria cronaca, annotando le notizie di politica (fu un fervente patriota e scrisse degli eventi dell’epoca che vide il realizzarsi dell’unità d’Italia e poi le vicende del nuovo Regno), di meteorologia e soprattutto delle vicende del vigneto vittoriese, compresi i prezzi dei vini, del frumento, dell’orzo e di altri generi, del valore delle terre e dei salari agricoli. Un mare di notizie, da cui possiamo ricavare una completa e veritiera storia della vitivinicoltura a Vittoria nella seconda metà dell’Ottocento.

Alla fine della sua vita, quando la fillossera e le altre malattie stavano facendo strage del vigneto vittoriese, Busacca va con il ricordo ai “bei tempi”, da lui definiti come una vera e propria “età dell’oro”. «E intanto senza volerlo -scrive nell’agosto 1894- la nostra mente spesso rammenta con dolore i mesi di Agosto e 7bre che si succedevano nel trentennio corso dal 1856 al 1886, che per Vittoria e paesi viniferi fu l’epoca dell’Oro, e volendo parlare per la nostra Vittoria in particolare, in questi due mesi si aveva l’apparenza di un grande arsenale in tempo di guerra: un continuato andirivieni e di giorno e di notte, tutte le strade interne, e vie e strade nelle campagne si vedevano incombre di carri, di vetture, di muli, di cavalli e di somari, e di veicoli, carichi chi di pietra, chi di calce, di gesso, di cocciopesto, di legname, di ferro, pietra di taglio, di tegole, di travi, di canna, di botte [sic] di ogni capienza, di torchi, di strettoj ed altro ed altro ancora, e tutto ciò da servire per la costruzione di nuovi palmenti, di nuove cantine, di nuove botte a misura degli aumenti che ogni proprietario prevedeva un maggiore raccolto di vini mosti per effetto dei nuovi piantaggioni di vigneti in ogni anno e ad onta che la vigna era come lo è ancora travagliata dall’oidio o morbo bianco, ma pure previa le cure col divino rimedio “lo zolfo” lo raccolto si salvava, mentre dal 1886 ad oggi si sono sviluppati tanti altri mali che travagliano la vigna in un modo penoso assai e più di tutto la filossera [fillossera], la peronospora, la clorose [clorosi], l’antriconosi [antracnosi], morbo nero, e il sudetto oidio o morbo bianco, e notasi che questo male fù il primo a svilupparsi, e precisamente in Vittoria apparve nel 1849 che fu chiamato il morbo di Napoli perché fu nel Napolitano che pel primo, si manifestò col distruggere i vigneti e fu allora che i prezzi dei vini rincarirono e cominciarono a rincarire di anno in anno, e dopo il 1870 si manifestò la fatale filossera in Francia in ove fece un esterminio dei vigneti in quel vastissimo reame e quindi i prezzi dei vini si rialzavano sempre più, tanto che nel 1885 si arrivarono a comprare e vendere sino a lire da 30 a 40…, e ciò per ogni 80 litri misura consueta di Vittoria pei vini…».

Da questo brano -scritto nel suo linguaggio da un uomo che riconosceva la sua scarsa istruzione ma che pure è assai pregnante e corposo- deduciamo che la fortuna del vino vittoriese era stata negli anni legata a due eventi:

-la comparsa dell’oidio o morbo bianco nel 1849 nei vigneti della parte continentale del Regno;

-la comparsa della fillossera in Francia nel 1870.

In entrambi i casi il commercio del vino vittoriese ne aveva tratto benefici, con una Maggiore richiesta di vini forti per il taglio: “mors tua vita mea”…

Dunque “l’età dell’oro” a Vittoria era durata dal 1850 al 1886 e secondo quanto ci dice Busacca il periodo può essere a sua volta suddiviso in:

-1850-1860: prima fase di grande sviluppo;

-1861-1875: seconda fase di ulteriore grande sviluppo

-1875-1886: terza fase, con assestamento e alti e bassi.

Il periodo dal 1887 al 1896 vide invece un drammatico crollo dei prezzi a causa della guerra commerciale con la Francia e per la fillossera e la peronospora, con il blocco del commercio e la distruzione della maggior parte dei vigneti vittoriesi.

E seguendo Orazio Busacca ecco la storia del vigneto vittoriese nella seconda metà dell’Ottocento.

Indice

1.L’età dell’oro/1.Il vigneto tra il 1850 ed il 1860

a)L’oidio in Sicilia e a Vittoria. La resistenza del Frappato e lo svellimento di ulivi e alberi da frutto nei vigneti

b)Commercio e prezzi del vino

2.Le distillerie di Ingham e Florio a Vittoria

3.Il porto a Scoglitti

Box. Scoglitti

4.L’aumento dei prezzi della manodopera. L’invenzione dell’aratro a scocca e la concimazione delle vigne

5.Incremento del valore delle terre

Box.I prezzi delle terre nel Sei-Settecento

Box.Il valore delle terre nel 1811-16

6.L’età dell’oro/2. Il vigneto dal 1864 al 1875

a)Le gelate dell’aprile 1864 e le istruzioni del conte Rocco Sanfermo

b)L’enorme produzione vinicola del 1866 e ciò che suggerì quell’esperienza

Box. Le istruzioni di Benjamin Ingham ai viticultori

c)Considerazioni sull’espansione del vigneto grazie all’aratro a scocca. I prezzi dei vini, i salari

d)Il valore delle terre dal 1860 al 1875. Il “lusso”…

7.Il vigneto e i vini-tipo. Il tentativo del Comune per l’impianto di una Stazione Enologica Sperimentale ed il saggio di Salvatore Contarella

Box. I Sindaci di Vittoria nell’età dell’”oro rosso”

a)Il tentativo del Comune per l’impianto di una Stazione Enologica Sperimentale (1872)

b)La monografia di Salvatore Contarella (1875).

b1)La plaga vinifera

b2)I vitigni

b3)La coltivazione della vigna

b4)La zappatura e la mondatura

b5)La potatura

Box.La coltivazione della vigna a Vittoria nel 1775 (Sestini)

b6)L’insolforazione

b7)La necessità di produrre vini-tipo.

b8)Dati statistici e prospettive

c)I vini vittoriesi in La China (1890) 

8.L’età dell’oro/3. Il vigneto dal 1876 al 1886

a)Un voto di lode e benemerenza ad Orazio Busacca

Box. Del. n. 119 del 20 aprile 1879 recante “Voto li lode e benemerenza ad Orazio Busacca”

b)Vittoria nell’Inchiesta Jacini (1885)

Box sui vitigni coltivati nella Provincia di Siracusa (Inchiesta Agraria Jacini 1885)

c)Ulteriori grandi frazionamenti di terra per impiantarvi nuovi vigneti: i dubbi di un saggio

9.La distilleria Ingham-Whitaker a Vittoria nella seconda metà del secolo (1862-1874)                         

a)La costruzione della nuova distilleria e le istruzioni all’agente don Rosario Carfì Pavia (1864)

b)Il lungo braccio di ferro con i produttori vittoriesi nella corrispondenza con il nuovo agente Giombattista Carfì Pavia (1870-1874)

c).L’adeguamento dell’opificio del Giardinazzo e l’intervento di Cancellieri contro l’aumento della tassa sugli spiriti (20 luglio 1879). La fine della presenza di Ingham a Vittoria

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Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.