Torno alla storia di Vittoria, per “alienarmi” piacevolmente dall’oscuro presente. In due miei precedenti post ho parlato di Orazio Busacca, autore delle Effemeridi -cronache vittoriesi dal 1850 al 1896- e, a proposito del Fegotto citato da Alberto Angela nella puntata di Ulisse dedicata alla Sicilia del Gattopardo, ho accennato a don Evangelista Rizza. Nelle foto si può ammirare un suo “ritratto” nel palmento del Fegotto a cavalcioni di una botte e il suo busto opera di Li Rosi -scultore del Liberty vittoriese- datato 1913 e danneggiato da un balordo nel settembre 2016, posto all’ingresso del piano nobile di Palazzo Jacono; ricordo anche che il latifondo del Fegotto di 94 salme -oltre 260 ettari- gli fu donato nel dicembre 1861 dal padre Vito per le sue nozze con donna Teresa Jacono. Busacca e Rizza furono contemporanei, legati da rapporti di stima reciproca e di lavoro. Busacca parla di Rizza in due occasioni. La prima nel febbraio 1893, quando Rizza lo chiama come agrimensore e così scrive:

«Perizia in contrada Ticciara tenere di Chiaramonte proprietà Rizza Signor Evangelista. Il giorno 21 partii per andare alla Ticciara, proprietà del Signor Rizza don Evangelista, e ciò per staccare e valutare salme 43 terre con dentro num. 2768 alberetti di olive ed un grande numero di frutti diversi, caseggiati rurali, muri e fossati in giro, e che assiemi li ho valutati per lire centotrentamila (130.000), e tutto ciò per dotarlo alla propria figlia Signorina Giuseppina Rizza Iacono già in circostanza di matrimonio col nobile Signor Marchesino Giovannino Ricca fu Giombattista e della Illustre Signora Francesca vedova Ricca Duchessa di San Lorenzo».

La seconda è nell’agosto 1896:

«Meritevole beneficenza concessa al Signor Evangelista Rizza. Il nostro Giornale di Sicilia ci ha dato la lieta notizia che il Ministro di Agricoltura e Commercio ha concesso l’onorificenza (meritata) al nostro amico Signor Evangelista Rizza nominandolo come “benemerito di Agricoltura” come per decreto (si dice) del 14 Marzo e pubblicato di recente.

Oh se tutti i ricchi proprietari dei latifondi in Italia la pensassero come la pensa il Signor Rizza che invece di andar vagando per divertirsi insultando la miseria e la fame per come praticano i tanti latifondisti, il Signor Rizza…inveci sta vicino ai suoi campi e da esperto e diligente e intelligente coltivatore dà lavoro permanente alla classe bisognosa, fa opera molto utile, tanto pei suoi interessi quanto nello interessi generale, e se tutti i ricchi lo imitassero l’Italia non assisterebbe al doloroso spettacolo della fame e della emarginazione causa la mancanza di lavoro, ed è perciò che più di 300 mila Italiani (tutti bracci utili al lavoro) mancano dalla nostra Patria per andare a vivere altrove, e quello che ci addolora si è che di peggio sono maltrattati in tutte le Nazioni e vi si dà la caccia perché suscitano invidia e gelosia a quei lavoranti locali sia perché gli fanno venir meno il lavoro e la mercede giornaliera e sia ancora perché i nostri si fanno distinguere nella bontà e sincerità del lavoro. Oh se i nostri governanti invece di fare sfoggio inutile di parolacci altosonante si dedicassero unicamente a studiare il modo di sanare la piaga cancrenosa!!!».

Come si vede, Busacca approfitta della concessione di un attestato a Rizza, per portarlo come esempio di capitalista intraprendente, capace di dare lavoro, evitando l’emigrazione, causata dalla crisi scoppiata nel 1887 e che aveva costretto centinaia di migliaia di connazionali a varcare l’oceano o a disperdersi in Europa e nel nord Africa. E poi, la situazione degli emigrati italiani, maltrattati e a volte massacrati: Busacca ha sempre in mente il massacro di Aigues Mortes in Provenza dell’agosto 1893, in cui decine e decine di lavoratori italiani erano stati uccisi in una ferocissima caccia all’uomo da operai francesi. Che dire? A volte la storia ritorna, ma a parti rovesciate e gli Italiani un tempo emigranti oggi hanno paura, esattamente come i Francesi di fine secolo…

Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.