Presentazione

Dopo “Secreti, Giurati, Capitani di Giustizia, Sindaci e Consiglieri Civici a Vittoria dal 1609 al 1818.Parte I (1609-1693)”, ecco la seconda parte, relativa ai Consiglieri ed altri amministratori tra il 1706 ed 1763. Confesso però che anche questa seconda parte nasce da due esigenze: la prima è che la pandemia ha ulteriormente ridotto le mie occasioni di uscite; la seconda è lo squallore amministrativo e politico di una delle città più importanti della Sicilia, la nona per popolazione ed una vera e propria potenza economica, nonostante i grossi problemi che oggi ha il comparto agricolo e commerciale. Per contrasto al cupo presente ed in attesa di una ottimistica previsione di un nuovo sviluppo, ho ritenuto di dare il mio contributo (per quel che vale) nella ricostruzione delle figure di amministratori dell’antico regime. In mancanza però di atti deliberativi (che però iniziano dal 1787) mi sono dovuto limitare ad “individuare” Consiglieri, Sindaci e Giurati solo parlando dei beni da loro posseduti. In verità, tracciare i possessi e le ricchezze delle persone, ci ha consentito a volte di delineare prodigiose ascese sociali di individui che partendo da poco o da nulla in certi casi, nel corso dei decenni accumularono risorse tali da far studiare e laureare i figli (anche al di fuori della facile scelta religiosa, che consentiva benessere e cultura) e i cui nipoti -grazie al loro lavoro- furono in grado di acquistare il titolo di barone. Ma nei riveli è tutta Vittoria, ed il suo prodigioso sviluppo economico tra il Sei ed il Settecento, che da solo rovescerebbe tutti i vecchi luoghi comuni sul Mezzogiorno arretrato e su una Sicilia per lunghi secoli “sequestrata” o ai margini dello sviluppo economico e commerciale. Insomma, la storia di Vittoria è un tassello di una storia economica siciliana che nulla ha a che vedere con l’arretratezza del feudo e la monocoltura granaria. Un’economia -la nostra- basata su colture specializzate (il vigneto ma non solo) ed una cittadina sviluppatasi amministrativamente nell’ambito delle ampie libertà di cui godevano le Università nella Contea di Modica, frutto di innovative riforme introdotte dai Conti sin dal 1542. Insomma, per me Vittoria è l’emblema della modernità economica ed amministrativa. Un esempio che merita di essere conosciuto ed apprezzato, in contrapposizione alla “vulgata” che la vorrebbe città “senza alta cultura”, dedita solo all’economia agricola ed in ultimo a produrre “mafia”, “omertà” e comportamenti criminali. Che ovviamente ci sono, come in tutte le città d’Italia. Detto questo, mi auguro che i miei articoli siano utili a quanti vorranno dedicarsi alla crescita culturale di Vittoria. Questa è la mia unica ambizione…      

Agli articoli sugli amministratori ho inframezzato alcuni “interludi” sul teatro, sulle tradizioni di Scoglitti e del promontorio di Cammarana, a testimoniare la profondità e l’importanza storico-culturale di alcune testimonianze.

Ecco l’indice degli articoli:

1.Vittoria ai primi del Settecento. I quartieri e le nuove istituzioni assistenziali e religiose

2.Il Consiglio Civico nel 1706, il secreto don Isidoro Occhipinti e la cappellania della Madonna del Carmelo fondata sulle terre di Mendolilli

3.Consiglieri civici, la chiesa delle Celle di Betlem, l’altare della Concezione nella nuova Matrice ed il sindaco don Vincenzo Paternò (1706)

4.Il barone don Antonino Laurifici, i suoi beni e il Monastero di Santa Teresa

5.La Sicilia dalla Spagna ai Savoja. I Giurati del 1714: don Pietro Saverio Di Marco, don Francesco Ottaviano, don Francesco Terlato e don Blasio Toro

6.Tasse e gabelle in Sicilia ed il bilancio di Vittoria del 1714: gli “Introiti”

Interludio I. Un’antica stagione teatrale a Vittoria: la Norma di Bellini rappresentata nell’aprile 1837

7.Il bilancio dell’Università di Vittoria nel 1714: gli “Esiti”. Le spese per lo Stato, la Contea, il “Corpo Politico”, la “Corte Giuratoria”, l’”Assistenza”, “il Culto” e i “Lavori Pubblici”

8.Il secreto don Cristoforo Garì e l’acqua della Vignazza concessa ai Cappuccini (parte I)

9.Il secreto don Cristoforo Garì e l’acqua della Vignazza concessa ai Cappuccini (parte II)

10.L’acqua dei Cappuccini, la questione della “terza d’oncia” sulla neve e il contrasto con don Orazio Mandarà (parte III)

Interludio II. “San Franciscuzzu”

11.La duplice vittoria dei Cappuccini per l’acqua e per la terza d’oncia sulla neve ed un nuovo scontro con l’arciprete don Enrico Ricca

12.Scuole e “servizi sociali” a Vittoria tra Sei e Settecento

13.Il secreto don Filippo Taranto e la sua famiglia. La classe dirigente vittoriese nei primi del Settecento

14.La famiglia Paternò. Da medici e amministratori a baroni di Pozzo Bollente

15.«Mater Ecclesia a populo constructa». I Giurati del 1743 e la relazione sulla costruzione della Matrice: ovvero come un popolo intero edificò un tempio per la comunità…

16.Un ricchissimo giurato del 1743: il dr. don Nicolò Catalano

Interludio III. Le miniere della memoria (archivi, musei, biblioteche) per il progresso di una comunità

17.Il quarto giurato del 1743: don Francesco Lucchese

18.Il sindaco don Francesco Maria La China ed i giurati del 1747-1748

19.Amministratori del 1747-1748: il notaio e dottore don Carmelo Fatuzzo, il dottor don Mario Occhipinti e il suo monopolio della molitura a Vittoria

20.Il giurato don Arcangelo Mazza, la sua famiglia e la lite con gli Osservanti per l’orto del convento della Grazia (dove oggi si erge un condominio…)

21.Lo sviluppo demografico ed economico della Contea di Modica dopo il 1714 ed il bilancio dell’Università di Vittoria nel 1748: “Introiti” ed “Esiti”

Interludio IV. Le leggende del promontorio di Cammarana. Da Camarina a Scoglitti (parte I)

Interludio IV.“A mienz’austu…”: le leggende del promontorio di Cammarana. Da Camarina a Scoglitti (parte II). 

22.Il 1760: l’anno dei quattro dottori al governo di Vittoria. Parte I: i giurati dr. don Ignazio Porcelli e dr. don Antonio Cannizzo 

23.Il 1760: l’anno dei quattro dottori al governo di Vittoria. Parte II: il dottor don Franco Scrofani ed il dottor don Riccardo Toro

24.Gli “Enti Locali” in Sicilia intorno al 1760. Il Consiglio Civico di Vittoria nel 1763

25.La Corte Giuratoria ed altri “Offitiali”: Benvissuto, Terlato, Biazzo e Guastella al governo di Vittoria nel 1763-64

26.I “Primarii” del Consiglio Civico del 1763-64: ricchezze ed intrecci parentali 

27.I Leni da Comiso a Vittoria. Il dottor don Carlo Leni e “a rutta de’ setti cammiri”

28.I Leni da Comiso a Vittoria. Assassinio in contrada Salmé… 

29.Dei “Civili” nel Consiglio Civico del 1763-64, dei notai della Corte Giuratoria e di sfuggita del pittore Sebastiano Alotti e del “Miracolo del pane” di Sant’Antonio da Padova…

30.Vittoria nella seconda metà del Settecento: un laboratorio di mobilità sociale. I Mastri nel Consiglio Civico del 1763

31.I Borgesi o massari nel Consiglio Civico del 1763-64, con qualche divagazione sui luoghi della fondazione, la schiavitù domestica ed altro…

                                                         Appendice

Salari e prezzi a Vittoria dal 1623 al 1748/1.“Ti vuogghiu beni quantu tri carrini”…

Salari e prezzi a Vittoria dal 1623 al 1748/2. Abitazioni e generi alimentari  

Salari e prezzi dal 1623 al 1748/3. Bestie da soma e da sella e qualche osservazione sulla nascita del carretto

Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.