Presentazione

Continuando nel mio lavoro di ricerca ed elaborazione dei dati amministrativi dal 1787 al 1818, pubblico alcuni articoli su amministratori ed attività amministrativa a Vittoria dal 1801 al 1805.

Oltre alle notizie amministrative (poche), mi è sembrato utile dare anche informazioni sui personaggi citati e sulle cariche da loro ricoperte. Pur se non relative a fatti personali, l’individuazione però della “roba” dei nostri amministratori e consiglieri civici ci consente di avere un’idea non solo delle contrade e delle produzioni, ma anche del “radicamento” di nobili, civili, mastri e massari nella terra: l’unica vera fonte della ricchezza e del benessere familiare e conseguentemente fonte del “potere”, se pure a livello locale. Come sappiamo, la terra in genere appartiene alla Contea, alla quale molti primi enfiteuti pagano un canone in frumento (e più raramente in denaro), detto “cenzo di proprietà”; questi hanno a loro volta hanno “subconcesso” in enfiteusi o “durante vigna” le loro terre a subenfiteuti, in cambio di un cenzo di “utile dominio” e così via. Ai canoni a volte si aggiungevano antiche “soggiogazioni” (rendite o interessi annui calcolati sul capitale costituito dalla terra) a favore di istituzioni religiose (conventi, monasteri, chiese e singoli altari) o a favore di singoli. Ma tali passaggi ed obblighi a Vittoria non intralciarono un grande sviluppo: anzi, la grandiosa espansione del vigneto che (partita dai primi del Settecento) durerà per tutto l’Ottocento, trae da questi “patti agrari” la sua origine e la sua possibilità di sviluppo.

Come si può vedere dai singoli articoli, l’organizzazione amministrativa della città era quella dettata dalle norme della Contea, con alcune modifiche introdotte nel corso del Settecento. Riepilogando: il Consiglio Civico era composto in genere da trenta componenti, eletti dieci per ciascuno dei tre “ceti” dei “Primarii” (titolati), dei “Civili” (laureati, professionisti e ricchi possidenti) e dei Mastri e Borgesi o Massari. Il Consiglio Civico (che per tutto il Settecento e fino al primo decennio dell’Ottocento si riuniva nell’Oratorio di San Giovanni Battista) era convocato e presieduto dal Capitano di Giustizia (che si occupava dell’ordine pubblico). Al governo della Università c’è un “Magistrato”, composto da quattro Giurati (i veri titolari dell’amministrazione) e un Sindaco (con poteri di rappresentanza verso le autorità superiori) eletti dal Consiglio Civico. Del Magistrato facevano pure parte il Proconservatore, il Regio Collettore ed il Secreto (nominati dal Conte e poi dal Governo dal 1802, dopo la demanializzazione della Contea). Il funzionamento del Consiglio era basato su “deputazioni” (equivalenti alle commissioni consiliari odierne) elette ogni anno prima del 1° settembre, inizio dell’anno amministrativo (che cessava il 31 agosto successivo). La più importante era quella dello “squittinio” (con il potere di predisporre l’elenco degli eleggibili), riservata ai primi due ceti, mentre la “deputazione frumentaria” (cui incombeva l’onere di garantire l’approvvigionamento di frumento per la panizzazione) era composta in maggioranza da mastri e massari. Dalle deliberazioni (ma soprattutto dai riveli del 1811-16) emergono i tratti di una nuova borghesia agraria e del commercio, con figure di appaltatori (gabelloti) delle tasse comunali, con cognomi che torneremo ad incontrare nel corso dei due secoli successivi. Agli articoli sulle vicende amministrative ho voluto accompagnare alcuni “divagazioni” (che chiamo “interludi”) su argomenti vari, come il cannolo come dolce antico del Carnevale, il rapporto tra le eruzioni dell’Etna ed i terremoti del 1693-94, il centesimo anniversario dei fatti del 13 marzo 1921 ed infine l’orazione funebre di Rosario Cancellieri in onore di Cavour (13 giugno 1861), per ricordare il 160° anniversario dell’Unità d’Italia. Essendo poi stato pubblicato un manuale scolastico sulla storia della Sicilia scritto dal prof. Uccio Barone, non ho voluto far mancare alcune osservazioni su quella che considero una bella opera.      

Ma ecco l’Indice:

Presentazione

1.Amministratori e attività amministrativa a Vittoria dal 1801 al 1805/1.

2.Amministratori a Vittoria dal 1801 al 1805/2.Il marchese don Salvadore Ricca

3.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805/3. Il b.ne don Francesco Leni di Spadafora e la sua famiglia (parte I)

4.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805/4. Il b.ne don Francesco Leni di Spadafora e la sua famiglia (parte II)

5.Amministratori di Vittoria 1801-05. La famiglia Occhipinti e le vicende dei mulini della Cava di Cammarana (Parte I)

6. Amministratori di Vittoria 1801-05. Paratori, mulini di privati e mulini del Conte di  Modica nella valle del fiume di Cammarana tra Sei e Settecento

7.Amministratori di Vittoria 1801-05. La nascita del monopolio della molitura in capo alla famiglia Occhipinti (Parte III)

8.Amministratori 1801-05.La fine del monopolio della molitura in capo alla famiglia Occhipinti e tracce di lotte politiche (Parte IV).

9.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805. Il barone don Felice Maria Costa, il barone don Giuseppe Ciano, don Giachino Paternò e don Giovanni Antonio Catalano Capitani di Giustizia

Interludio/1. Il cannolo vero “re” del Carnevale siciliano

10.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805. I sindaci don Filippo Neri Leni e don Francesco Porcelli

Interludio/2.L’Etna ed i terremoti del 1693-94: il Mongibello come “osservatorio sismico” nella corrispondenza del viceré duca di Uzeda con Madrid (Parte I) 

Interludio/2.L’Etna ed i terremoti del 1693-94 (Parte II). Uzeda, Camastra (e Sciascia) 

Interludio/2. L’Etna ed i terremoti del 1693-94 (Parte III). L’attività vulcanica del luglio-settembre 1693

Interludio/2. L’Etna ed i terremoti del 1693-94 (Parte IV). Il crescendo del terrore: la falsa profezia del Venerabile Beda e la fondazione dei culti dei patroni (11 gennaio 1694)

Interludio/2. L’Etna ed i terremoti del 1693-94 (Parte V). Terremoti ed eclissi…

Interludio/3. Osservazioni su una storia della Sicilia e su Vittoria

Interludio/4. 13 marzo 1921-13 marzo 2021

Interludio/5. 17 marzo 1861-17 marzo 2021. Un discorso inedito dell’avv. Rosario Cancellieri in morte del Conte di Cavour (13 giugno 1861): una lezione di storia del Risorgimento.

11.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805. Secreti, Proconservatori e Regi Collettori (Parte I)

12.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805. Secreti, Proconservatori e Regi Collettori (Parte II)

13.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805. I “deputati dello squittinio” ed i Giurati. Le famiglie Costa e Cannizzo

14.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805. I deputati frumentari e l’approvvigionamento per il ”panizzo”

15.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805. I deputati delle “mete“ (“metanti”) su cereali e vino. Massari, mastri e medici

16.Amministratori di Vittoria dal 1801 al 1805. L’appalto delle carni, la riparazione della Casa dell’Università, la custodia del litorale e la “gabella sulla foglia” per i Padri di San Francesco di Paola 

(nella foto di copertina, i resti dei “Due Mulini” sotto il Castello)

Paolo Monello

Nato a Vittoria nel 1953, già sindaco (1984-1987, 1991) e assessore comunale (dal 1981 al 1993 e dal 2007 al 2009), deputato nazionale del Pci-Pds dal 1987 al 1994, da anni si dedica a ricerche storiche su Vittoria ed il suo territorio, sulla base di una grande massa di documenti inediti provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, dall'Archivio di Stato di Ragusa, dall'Archivio Storico di Vittoria (e anche dall'Archivo General de Simancas, Spagna). Ha cominciato a pubblicare a stampa nel 1990 e dal 2012 sulla piattaforma kdp di amazon.it. Gli e-book digitali sono on line su kindle store.